Telepatia

30.04.2018

La telepatia è uno dei poteri psichici più potenti. È anche conosciuta come trasmissione del pensiero, con la quale il "mittente" invia al "ricevente" delle sensazioni. 

Affinché il messaggio venga trasmesso in maniera corretta, devi prima essere convinto, con tutto te stesso, che il metodo funzioni. 

Dopo avere fatto tua questa sicurezza e avere meditato per qualche minuto, allora diventa semplice inviare il messaggio.  La telepatìa, detta anche appunto la  trasmissione del pensiero, ed  è la capacità di comunicare con la mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti. Il termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). 

Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte "facoltà paranormali". 

Rientra nel campo di indagine della parapsicologia ma anche nel campo di indagine della psichiatria, per quanto attiene il disturbo schizotipico di personalità. 

La comunità scientifica ad oggi non ritiene provata l'esistenza della telepatia. Gli scettici da parte loro affermano che gli esperimenti che evidenzierebbero l'apparente esistenza della telepatia sono il risultato di auto-convincimento o di veri e propri imbrogli. Nella comunità parapsicologica invece c'è un largo consenso sulla affermazione che taluni fenomeni telepatici sono esistenti e reali.

  • Nella commedia teatrale "Natale in Casa Cupiello" l'attore Eduardo De Filippo dà una sua personale interpretazione della telepatia, dicendo che "Telepatia è quando tu non attuzulej, ma io apro lo stesso ", letteralmente "La telepatia è quando tu non bussi alla porta, ma io apro lo stesso", per far capire alla moglie il concetto di "Capacità di comunicazione tramite il pensiero"


Negli anni settanta un altro parapsicologo americano, Charles Honorton, si interessò di telepatia introducendo un nuovo metodo di studi, chiamata tecnicamente Ganzfeld (dal tedesco "campo uniforme"). Negli esperimenti di Honorton un soggetto ("percipiente") veniva isolato sensorialmente applicando ai suoi occhi due mezze palline da ping-pong e alle sue orecchie una cuffia che emetteva un "rumore di fondo". In queste condizioni di deprivazione sensoriale, il soggetto doveva cercare di recepire immagini o informazioni inviate da un'altra persona ("agente") posta in un'altra stanza.

Anche Honorton pensava di aver trovato risultati statisticamente positivi a favore dell'esistenza della telepatia, ma di nuovo le critiche furono numerose. In particolare, lo psicologo scettico Ray Hyman intavolò un serrato dibattito con Honorton, rifiutando le conclusioni di quest'ultimo e la significatività dei risultati.

Le critiche di Hyman vertevano sul fatto che i resoconti degli esperimenti non descrivevano protocolli ottimali né i dati erano accompagnati dalle appropriate analisi statistiche. Hyman presentò quindi un'analisi in cui si sosteneva che i risultati positivi degli esperimenti erano da imputare a tre difetti (errata randomizzazione della scelta del target, errore nella randomizzazione delle procedure di giudizio e insufficiente documentazione). Honorton da parte sua sottopose lo studio di Hyman a un esperto di statistica (David Saunders) che affermò che lo studio di Hyman era errato poiché si fondava su pochi casi e che aveva sbagliato nella procedura di analisi.

In un comunicato congiunto pubblicato nel 1986, Honorton e Hyman concordarono nell'affermare che i dati complessivi "non possono ragionevolmente essere spiegati dalla pubblicazione selettiva o dalle analisi multiple" e che per potere trarre delle conclusioni gli esperimenti andavano replicati. Nello stesso comunicato, i due proposero standard metodologici più stringenti ai quali i futuri esperimenti si sarebbero dovuti conformare.


In generale la Telepatia si può comunque definire come un potenziamento ESP delle nostre facoltà mentali più che un vedo e proprio DONO, ma viene classificato come tale inquanto per la riuscita e per la pratica di tale facoltà sembrerebbe essere comunque necessaria una predisposizione innata nell individuo.


LadyDeath75