I Tulpa

25.10.2018

Definizione di Tulpa: Pensieri che assumono forme corporee; possono essere chiamati anche "creature della mente"

Noi sappiamo che la mente può creare i propri fantasmi, ma che dire della sua capacità di proiettare queste immagini nel mondo esterno, fuori dalle frontiere del cervello? Dove finisce il mondo interno e comincia quello esterno? Cosa ancora più importante, che cosa avviene quando la proiezione mentale assume una sua vita propria?

Tulpa è un termine della lingua tibetana usato in ambito buddhista e, soprattutto, meditativo. Il significato della parola definisce un'entità incorporea creata attraverso particolari metodi meditativi sviluppati dai monaci, soprattutto i grandi lama tantrici.

Alcune persone, i cui poteri di concentrazione si sono sviluppati in modo eccezionale attraverso la preghiera e la meditazione, possono produrre entità pensando ad esse intensamente, anche senza volerlo. I lama, religiosi del Tibet, ci riescono molto bene e le forme che producono sono chiamate tulpa. Celebre l'esperienza della scrittrice ed esploratrice francese, Alexan- dra David-Neel, che diventò lama in Tibet,
che produsse un tulpa in forma di monaco piccolo e grasso, il quale la seguiva dap- pertutto e fu visto da parecchie persone.
Quando questo "monaco" cominciò a sfuggire al controllo della donna, mostrando anche un certo gradi di malizia se non proprio di cattiveria in senso stretto, la David-Neel decise di eliminarlo. Ci riuscì, ma soltanto dopo sei mesi di strenua lotta. Il suo caso non è l'unico, né si può dire che sia raro o isolato.
Anche autori del calibro di Charles Dickens, Honorè de Balzac, Gustave Flaubert, fino ad arrivare al contemporaneo Alan Moore hanno dichiarato in più occasioni di avere "incontrato" personaggi da loro stesso creati come protagonisti o comprimari di opere letterarie.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non si tratta di allucinazioni ma di vere e proprie "entità" percettibili (e in diverse occasioni effettivamente percepite) anche da terzi.

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