Missy, la bambola malvagia

08.09.2018

La foto che vedete qui sopra sembra essere quella di una ragazza di nome Jane Bielawski e della sua bambola Missy, scattata prima che un incidente piuttosto strano le coinvolgesse entrambe.
La storia su questa bambina e la sua amata bambola arriva da molto lontano, ed ormai e' vista quasi come una sorta di leggenda...

Jane Bielawski, una bambina di circa 9 anni, ottenne in regalo da un vecchio falegname amico di famiglia una bella bambola di porcellana, che lei chiamò "Missy". La bambina viveva a New York City, in una zona piuttosto affollata già al tempo e aveva un discreto numero di amichetti; i problemi iniziarono poco dopo che ricevette quel regalo: un suo coetaneo, con cui giocava spesso nel parco vicino casa, fu trovato strangolato con i lacci delle sue scarpe.
Si pensò ad un incidente o ad un gioco finito male, ma la polizia non potè passare sopra alla seconda morte, alla terza e alla quarta: nel giro di poche settimane sette bambini furono trovati morti strangolati o uccisi con sassi e brutalmente massacrati. L'idea che in zona ci fosse un serial killer crollò quasi subito perché molti amichetti dei Jane fecero il suo nome come assassina dei loro coetanei.
E purtroppo le indagini trovarono conferma in ciò che dicevano i bambini perché Jane Bielawski in qualche modo era sempre nella zona quando accadevano gli omicidi, se non addirittura assieme ai bambini che poi venivano trovati qualche giorno dopo.
Jane era solo una bambina e la polizia ci andò davvero con "i piedi di piombo" prima di accusarla, ma quando la portarono con la madre alla centrale per interrogarla fu lei stessa che in qualche modo svelò la verità. Il problema era che lei affermava che era stata solo una spettatrice e che l'esecutrice materiale era la sua bambola Missy.
L'investigatore che si prese in carico il suo caso cercò di convincerla a confessare i crimini, ma la bambina sembrava ferma sulle sue dichiarazioni, tanto che ad un certo punto afferrò la sua bambola e urlò:
«Bad dolly, naughty dolly!» (Bambola cattiva! Bambola cattiva!)
e la gettò dalla finestra. Disse poi che era stata Missy ad aver ucciso i suoi amichetti perché odiava i bambini prepotenti che non facevano giocare Jane con l'altalena.
Il caso era scottante, ma ovviamente il giudice non si affidò alle parole della bambina e preferì il parere dei dottori che la visitarono. Il parere unanime era che la bambina soffrisse di attacchi di rabbia improvvisi e immotivati e come tale era un pericolo per sé stessa e gli altri bambini.
Il giudice la condannò all'istituto psichiatrico di Bloomingdale, dove ufficialmente fu curata per isteria. Jane Bielawski non uscì mai da quell'istituto perché, secondo i medici, non guarì, anzi peggiorò crescendo con improvvise aggressione al personale e agli altri pazienti. Su cosa le accadde è un vero mistero: si dice che fu spesso vittima di elettroshock immotivati, di esperimenti su vaccini e che subì perfino la lobotomia, sta di fatto che visse fino al 1968, sempre affermando di essere innocente e che era stata la bambola Missy ad uccidere quei bambini.
Missy fino alla fine del processo era in possesso della polizia, dopo di che svanì nel nulla e nessuno seppe dire che fine avesse fatto.
Oggi il manicomio di Bloomingdale non esiste più e i suoi locali sono occupati dalla Columbia University; molti dei documenti del manicomio sono stati distrutti o perduti, pertanto di questa storia rimane una fotografia di Jane e Missy e una storia che ancora qualcuno tramanda a New York.

LadyDeath75