Le creepy tales dei nostri Utenti

05.11.2019

Questa sezione nasce per racchiudere le esperienze paranormali e i racconti inventati scritti dai nostri utenti del gruppo.

Mia nonna materna e la sua famiglia
Da piccola abitavano in un casa che condividevano con delle entità... loro rispettavano i vivi e loro rispettavano i morti❤
Un giorno i suoi fratelli si offrono per lavorare in un monastero per dei piccoli lavori di ristrutturazione...in una stanzetta (una stanzetta di un frate)spaccano il muro della stanza per trovare l imbocco del tubo del lavandino del bagnetto... solo che crolla la parte sottostante al lavello rinvenendo così un piccolo corridoio.. sorpresi della cosa mandano il fratello più piccolo ad entrare in questa sorta di piccolo corridoio che non ha sbocco..ma ha dei piccoli contenitori li prendono..e trovano dei capelli..dei denti e dei resti di stoffa...
Uno dei fratelli prende i denti " come ricordo " della scoperta... posano il tutto come prima...sistemano la perdita e murano il muro
Da quel giorno la pace sua finì...iniziò a sentire lamenti..pianti..e sentirsi seguire da qualcuno con il fiato sul collo e sfighe su sfighe
Ignorò tutto ( essendo una famiglia cmq da sempre con doni )
Finché un giorno si presentò il frate che voleva restituito i denti suoi....agli inizi il fratello si rifiutò..pensando che ormai erano suoi.. ma quando l entità iniziò a farsi sentire sempre con più irruenza capì che era il caso di riportarli dove erano sempre stati..
E fece davvero così risolvendo nel giro di poco tutti i suoi problemi

                                                                                                          Maria Ester

Circa due anni fa' ero a casa di una mia amica. Decidemmo di fare una cosa stupida ovvero quello di fare una seduta con la tavola ouija. In totale eravamo 5 di noi. Ci sedemmo in cerchio spegnemmo le luci e accendemmo delle candele. Una di noi cominciò a "chiamare delle entità" chiedendo più volte se c'era qualcuno li con noi. All'improvviso un soffio di vento spense le candele (cosa strana perché era inverno e tutte le finestre erano chiuse). Iniziammo un po' a spaventarci e decidemmo di smettere subito con la seduta e accendemmo di nuovo tutte le luci. Ovviamente tra di noi c'era anche chi ci scherzava su dicendo che di sicuro era stato uno spiffero d'aria entrato da qualche parte a far spegnere le candele. Ma una di noi era davvero molto spaventata. D'improvviso sentimmo uno strano lamento, come il pianto di una bambina, provenire dalla porta d'ingresso. Si geló il sangue. Il pianto si faceva sempre più forte, così la nostra amica, ovvero la padrona di casa corse vicino alla porta battendo i pugni urlando: chi sei? Vattene via! Lasciaci in pace! Dall'altra parte della porta la bambina rispose: se quel giorno mi avresti tenuta per mano non sarei morta.
Allora capimmo che era la sua sorellina. Morta 5 anni prima investita da un auto proprio mentre era a passeggio con lei.
Storia inventata 😜

                                                                                                     Anna Maria

storia inventata. una volta, c' era una famiglia un po' strana, in paese la ritenevano tutti '' la famiglia del diavolo'', dato che questa famiglia, aveva una religione sconosciuta da tutti. tutti avevano paura della famiglia Marchese, si dicevano cose strane su loro. si diceva che, satana in persona era il loro padre, che il più piccolo andasse negli inferi, a raccogliere le anime per far alcuni riti sconosciuti dal grande dio buono, ovviamente tutte chiacchiere. la famiglia era composta da tre figli e due genitori. Il figlio più grande di vent'anni anni, si chiamava Roberto , la seconda di sedici anni, Ramona e, il terzo, di tredici anni si chiamava Andrea, mentre il padre Samuele e la madre Anastasia. i ragazzi andavano a scuola, venivano presi in giro da tutti, ma per i più grandi, non era un problema, dato che sapevano difendere se stessi. un giorno la famiglia Marchese, decise di cambiare città, per l'amor dei figli, trasferendosi in un paesino nel sud Italia. cambiarono scuola e casa. alcune persone, capirono fin da subito che quella famiglia non era cristiana. tutto il paese era venuto a sapere dell'arrivo della famiglia marchese, cosi andarono a curiosare per capire chi erano veramente, dato che solo il modo di vestire della famiglia, aveva scatenato molte presupposizioni. ma si sa... in paese è sempre cosi. il vero problema, fu la scuola. Andrea veniva preso in giro, veniva picchiato, maltrattato da alcuni suoi coetanei, lui non reagiva, perché appunto non sapeva reagire. un giorno Andrea per sfogare, decise di racontare tutto alla sua professoressa di italiano, che decise di prendere provvedimenti e di fare una riunione in classe. Andrea cominciò nel dire: non sono satanista, non sono figlio del demonio, non credo al demonio. in famiglia siamo tutti pagani, una religione politeista, con più divinità. non prenderò in giro il vostro dio e il vostro credo, dato che porto rispetto a tutte le forme di vita. cosi tutti si incuriosirono, fecero delle domande e Andrea rispose, contento e sazio del chiarimento che era avvenuto. si sbilanciò molto, racontò molte cose che facevano a casa, le pratiche, la verità, le entità finte e quelle vere, elencando nello specifico tutte quelle che non esistevano. Parlò dell'aldilà, del suo essere sensitivo, insomma.... per farsi ammirare e non farsi prendere in giro, raccontò tutto. Andrea, non sapeva le conseguenze dell'aver detto tutto. Cosi di notte, mentre lui sognava, Anubis il dio della morte e dell'aldilà, decise di chiamare Andrea, per rimprovrarlo. Andrea sognò una camera da letto, con un angolo buio, un buio che ti mette paura, ma lui era puro, era protetto dalle sue guide, cosi si deise ad entrare nel buio, ( era una tentazione, il cervello diceva: entra, sei luce, sei protetto, nessuno ti tocca) cosi entrò nel buio e si ritrovò a fluttuare in un luogo illuminato dal fuoco, fluttuava su un' enorme palazzo con un orologgio grande, ma fermo... vide un drago, che voleva cacciarlo dall'aldilà, si... si acorse che era nell'aldilà e che doveva ritornare, prima che fose tardi. C'era una forte corrente, che impediva ad Andrea di scendere nel palazzo, dopo la corrente cessò, e lui scese in una specie di luogo, dove c'era un'ascensore, che lo riportò nel sogno.... in verità Andrea, aveva fatto un viaggio astrale inconsapevolmente. raccontò tutto a sua madre, cosi Anastasia capi la gravità dell'accaduto e decise di contattare Anubis, per chiedere scusa. fece cosi e Anubis accettò le scuse ma volle raccomandare ad Anastasia, di non fare più raccontare nulla a suo figlio. Cosi fece la madre, disse chiaramente al figlio, di non raccontare assolutamente nulla a nessuno. Andra si spaventò, il grande e potente dio Anubis lo aveva rimproverato, cosi non parlò più. Arrivato a suola, il giorno dopo, Roberto accompagnò a scuola, prima Ramona e poi Andrea a scuola. Andrea ancora scosso dall'accaduto, aveva paura se qualcuno faceva altre domande, cosi cercò di evitare chiunque. a ricreazione, andarono tutti nel tavolo di Andrea e gli fecero domande, ma lui non rispose, cosi pensarono che quello che Andreaaveva detto in precedenza, era falso. Cosi cominciarono un'altra volta ilitigi, tutti lo chiamavano satanista, falso, bugiardo, senza religione. lui si stancò e disse il motivo per il quale non poteva parlare, lo fece nel cortile della scuola, dove tutti lo conoscevao già... Andrea sbagliò, aveva disubbidito al grande dio, cosi la sera raccontò tutto alla sua famiglia, che avevano escogitato un piano (contro anubi) per non fare ritornare Andrea in quel posto. cosi tracciarono un cerchio si sale e dissero formuledi protezione, per non fare avvenire un viaggio astrale e per bloccare i sogni di Andrea. Anubi, sentitosi tradito e amareggiato, decise di spezzare le formule e si prese l'anima del ragazzino. Lo trascino nell'aldilà e gli mise delle catene fatte d'aria, che nessuno poteva spezzare, a parte lui. i familiari sapevano che c'era un tot di tempo per restare nell'oltre, precisamente 30 minuti, cosi deisero di andare tutte 4 in astrale, a recuperare Andrea. Anubis nascose il piccolo stregone Andrea, passarono i 30 minuti e morirono tutti. Le anime erano diventate del dio dei morti, Anubi non concese loro la reincarnazione, ma la vita da reapither, cioèla vita che facevano quand'erno in vita,ma nei panni di anime... ma ugualmente senza Andrea, la punizione era stata severa, ma per Anubi giusta. cosi i familiari, nella vita da reapither, cercavao ancora il loro terzo figlio. disperati, lo cercavano per tutta la città. passarono trent'anni, e in quel paesino, si dice ancora che: da mezza notte alle cinque del mattino, le anime dei familiari si aggira in tutto il paesino in cerca di Andrea, infatti si dice anche che non si devono lasciare bambini di 13 anni, aggirarsi in quelle strade, in quell'ora... perché la famiglia marchese potrebbe scambiare il ragazzino con Andrea, e prendere l'anima, come vendetta per la punizione di Anubis. fine

                                                                                                      Rosario Ciulla

La casa infestata
Prefazione
Le protagoniste di questa storia sono 5 sorelle. I loro nomi sono:
Cristina, Nina, Angela, Mariuccia, Franca.
La storia si svolge a Palermo . Nel mio racconto le chiamerò con il loro nome
Vi dico che mia nonna era Angela ed era la terza in ordine di nascita.
Capvitolo 1
Le cinque sorelle vivevano con il padre Giovanni. Erano tutte in giovane età no molto laboriose.
Nina faceva la sarta, il padre faceva il cameriere in una gelateria della marina e i suoi turni erano notturni.
Ognuno di loro aveva una propria occupazione non erano sposate, solo una di loro era fidanzata era Cristina. Avevano superato la guerra del 15/18. La loro mamma era morta che la piu piccola non aveva ancora 2 anni. Si erano rimboccate le maniche ed erano andate avanti.
Il loro padre aveva la passione di suonare la chitarra e il mandolino. Era il suo hobby ed era anche molto bravo.
Abitavano in una casa dove la finestra affacciava in un cortile. Che aveva altre finestre, da li Mariuccia amoreggiava con un ragazzo. A quei tempi alle ragazze non era permesso di fare le sfacciate con i ragazzi quindi Nina Che era piu grande e forse la piu assennata, ne parlo con il padre e insieme decisero di cambiare casa. Nina si mise subito alla ricerca di una nuova casa, infine la trovò.
Il prezzo era anche conveniente forse troppo conveniente. Lei pensò che avrebbe avuto lPprp azione del padre anche perché l'affitto era addirittura piu basso della casa in cui stavano.
Cosi la prese .
Il trasloco non sarebbe stato difficile allora non si possedevano molte cose.
Organizzò tutto per il trasloco, nel giro di due giorni sarebbero state nella nuova ccasa.
Naturalmente Mariuccia non era d'accordo. Così quando si trasferirono, lei non si mosse dalla vecchia casa.
Ma la sera non poteva trascorrerla in una casa gia vuota, quindi dovette recarsi nella nuova.
La casa nuova si componeva di una grande camera da letto, dove avrebbero dormito 4 sorelle, della camerina che avrebbe occupato il padre e di un'altra camerina destinata A Mariuccia. Lei voleva sempre dormire da sola. Questa abitudine se la portò per sempre. Poi vi era una grande sala dove si mangiava e in un angolo un salottino di colore rosso e due poltrone al centro un tavolino di legno. La casa era stata ricavata da un antico palazzo posseduto dalla nobiltà palermitana poi trasformato in piccoli apoartamenti e affittata al popolo.
La sera sul tardi non potendo fare altro, Mariuccia si ritirò nella nuova casa tutta arrabbiata andò diretta in camera sua. Il padre si era recato a lavoro.
Dopo Cena le sorelle si prepararono per dormire dormivano tutte in un'unica camera tre di loro in un letto matrimoniale , la piu grande Cristina in un lettino Vicino.
Allo scoccare della mezzanotte, le sorelle gia mezze addormentate sentono gridare Mariuccia, che dalka sua stanzina si orevipita nella camera delle Sue sorelle piangendo. Qualcuno o qualcosa le aveva detto che quando si e tra in casa si saluta, e la voce veniva da un ombra nera che oltre parlare le aveva dato uno schiaffo. Lei sentiva bruciare la guancia. La presenza dava l'idea di una suora cosi la descrisse Mariuccia.
Capitolo 2
Mariuccia spaventatissima quella sera dormii insieme alle sorelle. L' avevano creduta, anche loro del resto erano un po frastornate e impaurite dalla casa nuova. Si erano sentite osservate durante il primo giorno, ma nessuna di loro ne parlava con le altre, dentro casa poi non lo avrebbero mai fatto. Cosi dopo il primo giorno trascorso a sistemare casa, perché presto avrebbero avuto visite. Venne la sera. Il padre si recò come sempre al lavoro. Dopo cena le sorelle andarono a dormire ognuna nel proprio letto. Cercavano di cancellare la paura provata la sera prima. Specialmente Mariuccia che dopo la brutta avventura sembrava essere la piu coraggiosa . Stavano gia dormendo da qualche ora, quando all'improvviso sentirono suonare la chitarra che era appesa nella sala grande, si svegliarono contemporaneamente pensando che il padre si era ritirato prima dal lavoro si erano meravigliate per l'ora tarda avrebbe svegliato i vicini, quindi Cristina si alzò per andare a vedere ma nel frattempo sentirono che suonava anche il mandolino, era appena passata la mezzanotte. si resero conto che non era il padre a suonare Si alzarono e aspettarono l'arrivo del padre . Naturalmente non dissero niente al padre per non farlo preoccupare. Quella notte passò agitata fra preghiere ed altro. Nina cominciava a pentirsi di avere avuto fretta di trovare una nuova casa.
Dopo una cert ora la casa sembrava tranquilla nessuna cosa si manifestava
Di giorno si presentava come la casa dei sogni, a quei tempi era considerata confortevole.(parliamo del 1933).anche se quando cercavano le cose non le trovavano e poi dopo poco le vedevano al loro posto, come se nessuno le avesse mosse. Si arrivò cosi alla terza notte...
Il padre come sempre al lavoro loro dopo cena si prepararono ad andare a letto, avevano cercato di resistere fino alla mezzanotte ma ahimé questa volta sentirono delle voci femminili, dei vestiti frusciare e videro delle ombre sfilare davanti ai loro letti. Mentre Mariuccia correva dalla sua di stanza a quella delle sorelle . Anche lei aveva visto le stesse cose. Anche quella notte si dormii poco .
Le visioni che ebbero erano delle suore , o meglio sembrano suore ma erano senza volto e tutte loro ebbero la stessa visione. Capitolo 3
Come al solito le manifestazioni cessavano subito dopo la mezzanotte
Il padre tornava sempre a casa alle 3 di notte e si recava subito a dormire
Nessuna di loro gli aveva raccontato alcun che , quindi lui era all'oscuro di tutto
In quei giorni era però strano non aveva molta voglia di mangiare pareva addirittura sofferente
Passava gia poco tempo con le sue figlie ma in quei giorni sembrava quasi volesse scappare da casa, infatti andava via prima del solito per recarsi al lavoro.
La notte successiva si sentirono strani passi come di un uomo con degli stivali
Pesanti che camminava a passo di marcia davanti alla camera pero finivano. E ancora il mandolino e la chitarra suonavano le sorelle si nascondevano sotto le coperte terrorizzate sapevano però che dopo la mezzanotte tutto si quietava. Quella stessa notte Nina fece un sogno stranissimo. Credeva di sognare ad occhi aperti, nel sogno una voce le indicava di andare nella sala. In un angolo della sala c'era una nicchia ben coperta dell'intonaco, praticamente chiusa e dipinta faceva parte del muro. Li la voce le disse che se avrebbe aperto la nicchia sarebbe diventata ricca. Ma in cambio suo padre avrebbe dovuto restare per sempre li in quella casa. Nina si svegliò scossa , era nel suo letto. Ma le pareva di aver visto con i suoi occhi la nicchia come se fosse stata realmente nella stanza dove era ubicata. La mattina successiva andò a vedere se veramente c'era la nicchia sognata si c'era anche se non era molto visibile stata dipinta parecchie volte. Non ne parlò con nessuno, e non si sognò nemmeno di aprirla. Era veramente scossa.
Quella sera avevano ospiti era il giorno di riposo del padre, e venivano in visita i parenti del fidanzato di Cristina si prepararono per accogliere gli ospiti. Dopo cena si accomodarono sul divano.
Chiacchierando piacevolmente, ma nel momento in cui gli ospiti decisero di accomiatarsi non poterono alzarsi dal divano. Nessuno parlava, qualcuno di loro si fece il segno della croce con la lingua, sembravano incollati al divano.
Quando poterono alzarsi, bianchi in volto per lo spavento andarono via.
L'indomani Cristina andò da loro, e le raccontarono tutto dicendo che finché lei restava in quella casa non sarebbero piu venuti a fare visita.
Quella notte solite cose stivali che marciavano, fruscio di vesti e delle voci indistinte. Tutto si calmava dopo la mezzanotte. Il padre era sempre a lavoro quindi molte cose non le aveva vissute a parte solo che non si sentiva bene
Il lunedì successivo Nina doveva andare a comprare delle passamanerie in merceria, suo padre ne approfittò per scendere con lei
Fuori le disse che in quella casa non stava bene si sentiva soffocare, e Nina le raccontò delle manifestazioni a cui avevano assistito lei e le sue sorelle, cosi decisero insieme di cercare una casa al piu presto.
Quello stesso giorno Nina trovò casa e di furia fecero il trasloco. Quella sera non avrebbero dormito in quella casa.
Avevano messo a dura prova i propri nervi.
La storia termina qui direte voi
No
Dopo qualche mese Nina si trovava a passare da li e vide che davanti sl palazzo cera una strana confusione, addirittura il medico legale.
Avevano fatto dei lavori in uno degli appartamenti e sotto il focolaio della cucina avevano trovato sepolto un uomo ,vestito in divisa con indosso un paio di stivali. La morte risaliva a 100 anni prima.
Il racconto è finito
Tutto quello che ho scritto è pura verità. Le mie zie e mia nonna lo raccontavano alla stessa maniera so anche la zona di questo antico palazzo e dopo che leggerete vi darò un ulteriore prova perché giorni fa ho trovato dei riscontri
Grazie per avermi permesso di pubblicare questa storia mentre la scrivevo sentivo mia nonna e le sue sorelle vicino

Capitolo 3
Come al solito le manifestazioni cessavano subito dopo la mezzanotte
Il padre tornava sempre a casa alle 3 di notte e si recava subito a dormire
Nessuna di loro gli aveva raccontato alcun che , quindi lui era all'oscuro di tutto
In quei giorni era però strano non aveva molta voglia di mangiare pareva addirittura sofferente
Passava gia poco tempo con le sue figlie ma in quei giorni sembrava quasi volesse scappare da casa, infatti andava via prima del solito per recarsi al lavoro.
La notte successiva si sentirono strani passi come di un uomo con degli stivali
Pesanti che camminava a passo di marcia davanti alla camera pero finivano. E ancora il mandolino e la chitarra suonavano le sorelle si nascondevano sotto le coperte terrorizzate sapevano però che dopo la mezzanotte tutto si quietava. Quella stessa notte Nina fece un sogno stranissimo. Credeva di sognare ad occhi aperti, nel sogno una voce le indicava di andare nella sala. In un angolo della sala c'era una nicchia ben coperta dell'intonaco, praticamente chiusa e dipinta faceva parte del muro. Li la voce le disse che se avrebbe aperto la nicchia sarebbe diventata ricca. Ma in cambio suo padre avrebbe dovuto restare per sempre li in quella casa. Nina si svegliò scossa , era nel suo letto. Ma le pareva di aver visto con i suoi occhi la nicchia come se fosse stata realmente nella stanza dove era ubicata. La mattina successiva andò a vedere se veramente c'era la nicchia sognata si c'era anche se non era molto visibile stata dipinta parecchie volte. Non ne parlò con nessuno, e non si sognò nemmeno di aprirla. Era veramente scossa.
Quella sera avevano ospiti era il giorno di riposo del padre, e venivano in visita i parenti del fidanzato di Cristina si prepararono per accogliere gli ospiti. Dopo cena si accomodarono sul divano.
Chiacchierando piacevolmente, ma nel momento in cui gli ospiti decisero di accomiatarsi non poterono alzarsi dal divano. Nessuno parlava, qualcuno di loro si fece il segno della croce con la lingua, sembravano incollati al divano.
Quando poterono alzarsi, bianchi in volto per lo spavento andarono via.
L'indomani Cristina andò da loro, e le raccontarono tutto dicendo che finché lei restava in quella casa non sarebbero piu venuti a fare visita.
Quella notte solite cose stivali che marciavano, fruscio di vesti e delle voci indistinte. Tutto si calmava dopo la mezzanotte. Il padre era sempre a lavoro quindi molte cose non le aveva vissute a parte solo che non si sentiva bene
Il lunedì successivo Nina doveva andare a comprare delle passamanerie in merceria, suo padre ne approfittò per scendere con lei
Fuori le disse che in quella casa non stava bene si sentiva soffocare, e Nina le raccontò delle manifestazioni a cui avevano assistito lei e le sue sorelle, cosi decisero insieme di cercare una casa al piu presto.
Quello stesso giorno Nina trovò casa e di furia fecero il trasloco. Quella sera non avrebbero dormito in quella casa.
Avevano messo a dura prova i propri nervi.
La storia termina qui direte voi
No
Dopo qualche mese Nina si trovava a passare da li e vide che davanti sl palazzo cera una strana confusione, addirittura il medico legale.
Avevano fatto dei lavori in uno degli appartamenti e sotto il focolaio della cucina avevano trovato sepolto un uomo ,vestito in divisa con indosso un paio di stivali. La morte risaliva a 100 anni prima.
Il racconto è finito
Tutto quello che ho scritto è pura verità. Le mie zie e mia nonna lo raccontavano alla stessa maniera so anche la zona di questo antico palazzo e dopo che leggerete vi darò un ulteriore prova perché giorni fa ho trovato dei riscontri
Grazie per avermi permesso di pubblicare questa storia mentre la scrivevo sentivo mia nonna e le sue sorelle vicino

                                                                                                  Angela Nanfa

Angela era una bambina vivace dell'età di circa 6 anni ,aveva un fratellino di 3 anni che era il suo compagno di giochi.La sua famiglia aveva cambiato casa da poco,il Palazzo era imponente e di costruzione piuttosto antica,era costituito da due piani e 4 appartamenti..Noi abitatavano al secondo piano,sul pianerottolo c'era un'altra porta che dava sulla mansarda..Quando Angela giocava con suo fratello a volte si sentiva chiamare ,si girava ma non c'era nessuno ..e quando la sera si metteva a letto veniva puntualmente svegliata da qualcuno che le alzava la coperta oppure si sedeva ai bordi del letto,lei ricorda che lei e il suo fratellino si abbracciavano e si nascondevano sotto le lenzuola terrorizzati..una volta salì sul davanzale della enorme finestra in cucina perché l'uomo che viveva in soffita(lei lo definiva così) la chiamava e voleva che andasse giù..la sua fortuna fu che la nonna stesse passando di lì e si mise a urlare con tutto il fiato che aveva in corpo e così fu che Angela fu tirata via dalla finestra da sua madre..Un giorno andò a fare la spesa con sua madre al ritorno salendo le scale all'ultima rampa l'uomo della soffitta le passò davanti,era alto,magro ,con i capelli bianchi e pallido in volto..indossava un lungo mantello nero e cappello a falda larga dello stesso colore...lei chiese a sua madre chi fosse..per tutta risposta la madre disse chi?..intanto l'uomo prese la direzione della mansarda...Angela anche se piccola restò non poco sconcertata dalla risposta della madre e realizzò che lei e suo fratello erano gli unici a vedere l'uomo...una volta curiosa di sapere come vivesse aprì la porta della mansarda ma non trovò nulla di significante se non bottiglie vuote bacinelle e vecchie cose,si era accertata che l'uomo era un fantasma...dopo qualche anno cambiarono abitazione e tutto ciò finì...da grande ricordò questi eventi con sua nonna e così le raccontò che quel edificio era stata una caserma in tempi di guerra dove si diceva che avevano anche ucciso persone..Ancora oggi,anche se l'edificio è stato rimesso a nuovo quando Angela passa da quelle parti ha ancora i brividi.....questa storia è vera..è la prima di una lunga serie che mi è successa

                                                                                                Angela Meringolo