Pasqua ... Festa della Reincarnazione ... Siate consapevoli.

14.04.2019

Seguendo l'Ordine Divino Naturale la Pasqua è fin dal principio stata fatta ricorrere, ancora oggi, alla prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera.

Anche nel 325 d.C. il Concilio Cattolico di Nicea confermò questa cadenza, anche per "occupare" quel posto da secoli occupato da riti pagani ben precisi (..da cui il Cristianesimo deriva. Tenete a mente che il mito della 'lepre di Eostre' si riferiva alla dea Eostre -da dove deriva la parola "Easter", che presiedeva atavici culti sulla Primavera e sulla fertilità dei campi, perché legata allo spirito della luna -vedi il plenilunio prima della Pasqua- e del 'sole nascente' che iniziava a risvegliare la natura col suo calore primaverile). Ebbene, prima abbiamo l'equinozio di primavera, poi il plenilunio successivo (che gli antichi festeggiavano per assorbire forza dalla lunae per ringraziare la Dea, l'elemento femmineo dell'Essere divino -vedi la dèa Isthar/Iside), poi abbiamo il giorno stabilito per festeggiare la Pasqua.

In questa celebrazione si solennizzavano le energie degli "opposti", la dualità delle forze maschili e femminili rappresentate dal giorno e la notte che, nell'equinozio di primavera, hanno la stessa durata: producendo così l'equilibrio cosmico che garantiva vita e abbondanza. Vedremo presto che l' "equilibrio delle forze" è il "Centro" della "Croce": ossia il "punto zero" dove le quattro forze naturali che moderano l'essere umano (i 4 estremi della croce) trovano la loro armoniadispiegando la superradianza in grado di trasformare la coscienza stessa dell'Iniziato.

Questo significa anche che durante la Pasqua si celebrava la crescita e la vita sia degli uomini che della natura... e la loro evoluzione. L'intera Creazione nasce dall'incrocio delle forze opposte nel punto del loro equilibrio di risonanza, dove ogni "singolarità" ha inizio e dove la Coscienza raggiunge l'Illuminazione. Per gli antichi una delle manifestazioni di questa forza creativaera ovviamente la fertilità! Tra i simboli della fertilità ci sono il coniglio, i fiori e le uova. Ecco spiegate le uova di cioccolata che arricchiscono i produttori in questi giorni. Esse sono la rappresentazione della forza femminile (l'albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il guscio, fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide), congiunge e protegge i due elementi. Tutto ciò che vive ha origine dalle uova, mammiferi e esseri umani, ma anche le piante: attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno) e che perpetua la vita vegetale.

Oltretutto, tornando alla nostra cultura, Pasqua significa "passaggio" (la parola ebraica "pesach"significa "passare oltre") e segna il passare dallo stato di schiavitù allo stato di libertà. La Pasquaebraica infatti, che precede quella cristiana, ricorda la ricorrenza della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Ma prima che l'Ebraismo si inaridisse in una religione fatta solo di precetti e vicende funamboliche date per storicamente vere (come tutte le religioni attuali che hanno rimosso i loro insegnamenti misterici), la sua antica tradizione esoterica conosciuta oggi col nome di Cabalà -intendo la Sapienza gnostica di base comune a tutte le misterosofie del mondo, e non parlo dunque della diabolica rilettura che ne ha fatto la Massoneria fino ai giorni d'oggi - insegnava che nel significato spirituale questo concetto era legato al senso stesso di evoluzione, il cui obiettivo è risorgere: ossia spostarsi ad un altro livello di consapevolezza e di esistenza.

Questi concetti vennero argomentati dagli iniziati che per prima cosa studiarono la "autogenerazione/risurrezione nella natura", che fu sempre la loro "guida". Di fatto essi afferrarono gli insegnamenti dell'Ordine Divino Naturale osservando la natura stessa: come la metamorfosi del bruco in farfalla, per fare un esempio, o del seme che deve "morire" (sotterrato nelle tenebre della Terra) per fruttificare... tutti esempi di "resurrezioni".

Per il Cattolicesimo invece, la celebrazione della Pasqua ricorda innanzitutto la Resurrezione di Gesù Cristo. La catechesi cattolica insegna che Gesù è stato inviato per prendere su di Sé i peccati del mondo e che Egli è il grande Figlio/Mediatore tra noi e Dio -la maggioranza dei cattolici la pensano cosi. In questo modo, come molti "addetti ai lavori" sottolineano, Gesù finisce per essere un intermediario al fianco di un Dio esterno a noi, talvolta severo, seduto da qualche parte in un angolo dell'Universo chiamato Cielo.

In verità, i grandi saggi iniziati ci insegnano che questo Cielo non si trova in alcun luogo se non nella nostra Coscienza. Dobbiamo sempre tenere presente che le tradizioni spirituali sono sempre state delle parabole per spiegare il funzionamento della consapevolezza umana e quindi la creazione della realtà da parte della nostra Coscienza, del nostro "Io" che doveva essere reintegrato in un nuovo "Sé" superiore. Tutto è nella nostra mente, la nostra coscienza è un'appendice energetica della stessa Coscienza Cosmica! Questa sorta di software cosmico che tutto crea, imprime le sue morfologie energetiche innanzitutto nello spazio siderale da dove tutto proviene, ogni "storia religiosa" è infatti la storia di una dinamica stellare che si evolve sul piano dell'eclittica: sulla "Croce dello Zodiaco"! Originariamente la celebrazione della Pasqua, come quella del Natale, aveva un altro significato, più profondo, esoterico e in qualche modo personale (nel senso di vissuto con tutta la persona, stabilendo un legame diretto, reale.. di ognuno di noi con l'Essere). Infatti la celebrazione della Pasqua simboleggia in realtà la resurrezione della Coscienza Cristica in ogni coscienza umana. La "Coscienza Cristica" è uno stato elevato di coscienza caratterizzato dal legame diretto, ravvicinato, con l'Esseitàtrascendentale (ciò che noi chiamiamo Dio per intenderci): da una percezione globale ed obiettiva della realtà e da un infinito amore per tutto ciò che esiste.

In senso esoterico: la Pasqua significa e mostra la resurrezione del grande maestro (la guida dentro di noi) che ha dato l'esempio all'umanità di come liberarsi dalla servitù e dalle limitazioni materiali. Tutti gli dèi solari del passato a cui la figura di Cristo è ispirata, tramandavano esattamente questi insegnamenti.

Allora, secondo la tradizione esoterica, nell'Equinozio di Primavera ricorre il periodo migliore per le energie di risanamento fisico e spirituale.

Il simbolo del "seme" -che non è altro che una forma pensiero, un proposito da noi fatto e depositato nella nostra mente e nel nostro cuore- piantato in noi nel Solstizio Invernale -che coincide con la festività del Natale- se ben protetto ed accudito, nel periodo dell'anno che va dal 21 marzo al 21 giugno potrà usufruire dell'energia solare primaverile che permette a questo seme, ormai divenuto piantina, di poter ricevere il massimo influsso di Energia Vitale propria dell'Esserecosmico (vale a dire di Dio).

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Vediamo di chiarire subito una cosa: l'Archetipo della morte del figlio (simboleggiato dal sole) su una croce (la costellazione della Croce del Sud), e della sua resurrezione con cui sconfigge le tenebre, è un mito che si perde nella notte dei tempi, tuttavia non sono queste corrispondenze il vero fulcro di queste ataviche tradizioni. Le similitudini stellari e astronomiche si trovano semplicemente perché la ricerca numinosa dei saggi asceti è sempre stata ispirata dall'Ordine Divino Naturale (tutte quelle leggi di natura che ordinano l'universo e l'esistenza umana): una parabola della lotta che deve intraprendere il Sé dell'iniziato per reintegrarsi con l'Esseità divina a dispetto delle angosce derivanti dall'identificazione della 'persona' stessa con il proprio Ego materico!

In base a questo si può affermare che le famigerate speculazioni "solari" sul 25 dicembre, la Pasqua e la vita di Gesù, alla fine, non hanno senso per come ce l'hanno vendute pure gli attuali libri cospirazionisti, o new age o roba simile... lo stesso vale per alcuni testi antichi, semplicemente perché sono interventi redazionali successivi effettuati per far "digerire" la nuova fede ai pagani. È chiaro che simbolicamente ci può star tutto, innanzitutto perché gli dèi, nel loro percorso evolutivo, si ispirano esattamente all'Ordine Divino Naturale (e dunque a tutte le leggi di natura che ordinano anche l'universo, le stelle e il piano psicologico così come quello relativo dell'esperienza), tuttavia il problema della lettura simbolica/solare è che poiché non sembra essere riportata da specifici testi coevi, e provenienti dal contesto in esame in forma di esegesi, allora si tratta di una 'lettura' che è un mero esercizio di fantasia! Insomma per capirci meglio, è molto strano che un simbolismo così specifico, ed in fondo neppure tanto fantasioso come quello del culto solare, sia sfuggito ad autori che fecero del sincretismo la loro matrice principale come quello degli gnostici (che erano la base del Cristianesimo primitivo). In sostanza, l'associazione della morte di Gesù alla morte del sole, se fosse un fatto presente e noto ai primi cristiani gnostici sarebbe stato di certo commentato nei loro Testi Sacri o nei loro insegnamenti. È chiaro quindi che tutte quelle similitudini sono state aggiunte in seguito, forse anche con il significato che alcuni suppongono, per riuscire a far penetrare il messaggio all'interno delle comunità pagane, ma è certo che le prime esegesi note, quelle gnostiche, che avrebbero dovuto sfruttare questa notizia, non ne parlano.
Ebbene, la cosmogenesi gnostica è interamente legata al piano astronomico ed astrologico (ripeto: il "numinoso" è sempre ispirato dall'Ordine Divino Naturale), a maggior ragione si capisce che elementi di tipo astronomico, se presenti davvero nella vita di Gesù, sarebbero stati per di più sfruttati, tenendo comunque in mente che a Nag Hammadi non v'è traccia di un'allegoria sulla morte di Gesù con la Pasqua o con la morte del Logos-Sole-Luce. Tutto questo è evidente solo nell'autenticità di una misterosofia che segue naturalmente le forze che compongono l'universo e l'Esseità trascendetale!

L'Archetipo della morte del figlio (simboleggiato dal sole) su una croce (la costellazione della Croce del Sud), e della sua resurrezione con cui sconfigge le tenebre, è un mito che si perde nella notte dei tempi, tuttavia non sono queste corrispondenze il vero e autentico fulcro di queste ataviche tradizioni. Molte mitologie raccontano della resurrezione, vedi ad esempio il culto del dio egizio Horus o quello del Sol Invictus, associato al dio persiano Mitra. Solo successivamente tale ricorrenza fu adottata anche dal nascente popolo ebraico. Nella cultura ebraica infatti il mito risale al tempo in cui Cush - bisnipote di Noè - sposò una donna chiamata Semiramis. I due ebbero un figlio chiamato Nimrod (la Bibbia parla di lui in 'Genesi 10:8-10'). Dopo la morte del padre, Nimrod sposò la sua propria madre e divenne sovrano. Il popolo considerava Nimrod un vero e proprio semidio, e Semiramis, sua moglie e madre, divenne la potente regina dell'antica Babilonia. Fu da loro che si sviluppò la "religione misterica" di Babilonia. Il mito racconta che Nimrod fu assassinato a causa della sua violenza e iniquità e il suo corpo fu fatto a pezzi e sparso nei punti più lontani del regno (come accadde a Osiride tra l'altro). A quel punto sua moglie/madre disse alla gente di Babilonia che Nimrod era asceso al sole, e che da quel momento il suo nome sarebbe stato: Baal, cioè "Dio Sole". Semiramis creò allora una religione di cui lei stessa era la Divinità. Semiramis affermò di essere stata concepita divinamente. Che la Dea Lunadurante un'ovulazione l'aveva inviata sulla Terra in un gigantesco uovo di luna che atterrò nel fiume Eufrate durante la prima domenica di plenilunio dopo l'equinozio di primavera (proprio le usanze per calcolare anche la nostra Pasqua). Semiramis divenne così nota come Ishtar, che si pronuncia Easter, e il suo uovo divenne noto come l'uovo di Ishtar. Uno dei suoi titoli fu quello di "Regina del Cielo", e due dei suoi simboli di fertilità erano il coniglio e l'uovo. Ben presto restò nuovamente incinta e disse che erano stati i raggi del dio sole Baal (il Nimrod asceso), a costringerla a concepire. Il nuovo figlio fu chiamato Tammuz e venerato come il figlio del dio-sole Baal. Da adulto, nel corso di una battuta di caccia Tammuz fu ucciso da un cinghiale. La regina Ishtar allora affermò che Tammuz fosse asceso al padre, Baal, e che da quel giorno si sarebbero dovuti adorare entrambi sotto forma della candela dalla sacra fiamma, o come Padre, Figlio e Spirito (vi ricorda qualcosa?). Ishtar, venerata come la Madre di Dio e Regina del Cielo, proseguì nella propria religione. La Regina disse al popolo che quando Tammuz fu ucciso dal cinghiale alcune gocce del suo sangue erano cadute sul ceppo di una palma, e che da quel ceppo era cresciuta una palma nuova durante una sola notte. Tutto ciò rese la palma sacra, in quanto vivificata dal sangue di Tammuz. Ishtar proclamò un lutto di 40 giorni da ripetersi ogni anno prima dell'anniversario della morte di Tammuz. Durante questo periodo nessuna carne doveva essere mangiata, tradizione traslata nella Chiesa Cattolica Romana con il nome di Quaresima. Durante questo periodo gli adoratori di Baal e Tammuz erano chiamati a meditare sui misteri sacri, e segnarsi con il "Tau", la croce di Tammuz. Inoltre mangiavano dolci sacri marcati con una "T"... un ideogramma fondamentale non a caso per la Cabalà soprattutto in riferimento all'altro rito sacro di queste culture, ossia la Natività (vedi lo speciale Approfondimento sul Natale). Ogni anno, la prima Domenica dopo la prima luna piena in seguito all'equinozio di primavera si celebrava una festa: era la Domenica di Ishtar ed i suoi simboli erano i conigli e le uova.

Oggi gli esperti dimostrano che all'inizio dei tempi, il profilo di qualsivoglia dio in qualunque religione, non era altro che l'involucro fatto da racconti mitologici sull'essenza di un determinato pianeta del nostro sistema solare. Tutte le religioni del mondo hanno all'origine storie che si assomigliano e che celebravano eventi celesti.

Il rito serve a "tarare" il nostro Campo elettromagnetico e quindi le nostre onde cerebrali e il campo magnetico del nostro sistema cardiaco in modo da risuonare secondo la vibrazione cosmica dell'Esseità divina. E sappiamo che il conduttore di questa energia celestiale è in un certo qual modo il Campo Magnetico del sole (per questo venerato come divinità assoluta), le cui radiazioni influenzano sia il campo elettromagnetico sia il DNA degli esseri umani.

Per meglio capire le correlazioni tra l'aura elettromagnetica dell'essere umano e quella che, attraverso il Campo Magnetico del sole, si connette al "Campo Purico" del cosmo, dovremmo tenere a mente l'antica tradizione esoterica dell'Ebraismo, ossia la Cabalà (ripeto: non la tradizione storico-simbolica giunta fino a noi, ma nelle sue correlazioni originali con le ataviche Sapienze dei saggi gnostici... tipo la cultura Vedica ad esempio). Questa antica Sapienzatramandava delle conoscenze spirituali che poi furono nascoste e codificate nei Testi Sacri, vale a dire nella Torah.

L'antico Testamento ebraico (quello originale) è la trasposizione delle leggi di natura del cosmoattraverso un sistema numerico fatto corrispondere alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico (la 'scienza' che studia tutto ciò si chiama "Ghematria"). Ogni lettera dell'alfabeto sacro corrisponde ad una precisa legge cosmica con cui si evolve la Vita, ossia l'energia cosmica vitale dell'universale. Le trame che si vengono a creare tra l'interconnessione delle vibrazioni cosmiche (vedi gli "Archetipi"), creano in seguito infinite nuove leggi di natura responsabili dell'evoluzione naturale: sono frequenze ognuna con il proprio effetto sulla dimensione naturale, tutte in grado di influenzare il campo magnetico degli esseri viventi, sia dal punto di vista fisiologico che coscienziale.

Ebbene, tornando all'interconnessione tra il nostro campo magnetico e quello del sole, possiamo ricordare che secondo la Cabalà la lettera Tavdell'alfabeto ebraico ha come significato "Croce", e poiché ogni lettera dell'alfabeto ebraico indica e simboleggia un vettore energetico, in questo caso la "Tav" rimanda al simbolismo del Mistero del Natale... propedeutico a quello della Pasqua. Ecco che nella "Tav" la sua corrispondenza stellare è nella vibrazione cosmica insita alla natura del pianeta Giove... che come volevasi dimostrare rimanda al più grande e assoluto degli dei: Zeus, dominatore del Fuoco e dio dei fulmini, ma anche delle piogge, ciò di cui ha bisogno ogni cosa che cresce e vive. Il significato del suo nome greco ha a che fare con il termine "Vivere" ("dzeu"), mentre per i romani "Jupiter" significava "padre della Luce". Per l'ebraismo Zeus è "Tsedek", che significa "il giusto" e che governa lo Zodiaco del Sagittario.

Considerando che tutte le mitologie e le ataviche religioni/misterosofie esoteriche erano ispirate dalle dinamiche energetiche dell'universo, con le sue galassie, stelle e pianeti che influenzano la vita di ogni essere vivente, sappiamo che Giove era innanzitutto considerato fonte di Vita, sorgente di tutte le energie e centro di irradiazione della Luce, nonché principio di equità. Ecco perché Gesù altro non era che la manifestazione della Coscienza Cristica, ossia l'energia della rigenerazione spirituale (nascita, morte e rinascita) direttamente mediata dalla manifestazione naturale dell'Essere divino, la sorgente della Vita: ovvero il sole, manifestazione terrena della forza vivificatrice del Dio assoluto (che è tutto ciò che è). Ecco che Giove, con le forze elettromagnetiche del sole, dirige i movimenti di tutti i sette pianeti della nostra galassia, ciascuno nel corso che gli è proprio.Per essere precisi, possiamo ricordare che, semmai, la forza energetica specifica della"resurrezione", cioè l'energia quantistica in grado di trasmutare il corpo fisico in un "Corpo di Luce" - un campo quantico multidimensionale, veniva irradiata dalla Costellazione di Orione (la Costellazione del "Grande Cristo Cosmico" Orione - simbolismo del "Mistero della Resurrezione"), e la stella Sirio era infine il corpo celeste che sosteneva proprio quell'energia salvifica verso la Terra (con la mediazione del campo magnetico del Sole, appunto).Sappiamo inoltre che secondo la Cabalà la "Tav" corrisponde alla vibrazione del numero 300(inteso come vettore energetico: legge di natura...) che è conforme al concetto (per così dire) dello "Spirito di Dio", alla sua essenza energetica, che equivale, per corrispondenza, anche alla lettera "Shin", ossia la 21^ lettera dell'alfabeto ebraico. In sostanza, 300 = "Ruach Elohim": Spirito di Dio, ovvero il primo Nome segreto del Messia -il simbolismo del Messia tra l'altro rimanda nella tradizione cabalistica alla prima Sephirot, cioè "Keter", la Volontà Prima, il Divino Nulla inconoscibile: la Sephirot che ci unisce all'Essere divino, giacché più vicina alla sua Vibrazione cosmica. L'archetipo della "Shin" rimanda quindi alla simmetria e al cambiamento, dunque all'equilibrio della Bellezza.. in senso platonico potremmo dire, perciò ha a che fare con l'ordine armonico dell'Essere divino stesso. Si tratta della forza che emana (attraverso l'evoluzione) l'essenza stessa di Dio, il suo Ordine Divino Naturale, la sua vibrazione cosmica essenziale e il modo con cui organizza l'invisibile fino al visibile (la materia).Il messaggio di questa Sapienza sta nell'integrare i vari modi conoscitivi della Coscienza/mente. Le tre punte della lettera "Shin" rappresentano infatti le tre parti del cervello (a destra la parte intuitiva, a sinistra quella logica e al centro la sede dei sentimenti). Il suo punto in basso rappresenta invece il "quarto cervello": la "Conoscenza Unificatrice". Questo è il messaggio del Cristo! Ecco che la "Tav" è il "Sigillo di Dio", si tratta della legge naturale che secondo le antiche misterosofie ci ricorda un segno che protegge l'uomo dalla sua naturale tendenza a soccombereagli impulsi più bassi, e preavvisa l'immortalità latente in ogni essere umano (la Vita Eterna di cui parla la nostra religione in riferimento all'avvento di Gesù e nel successivo rito della Pasqua). È una frequenza energetica che, se fatta risuonare nel nostro Campo Magnetico, vibra della completezza totale e realizzata, sia materialmente che spiritualmente. In sostanza si tratta della manifestazione organizzante dell'energia onnicomprensiva del cosmo.Volendo partire ancora dall'antica tradizione esoterica dell'ebraismo (lo studio ghemarico che la Cabalà fa della Torah), per arrivare ad abbracciare il significato più autentico dello gnosticismo nel Cristianesimo, di quello originario per intenderci, possiamo ricordare che quando il Sacerdote Massimo, secondo l'Ordine dell'Altissimo, Melchizedec, insegnava ad Abramo come operare con l'Eucarestia, lo faceva mostrando i due sacri Principi: uno maschile, il "Vino", ed uno femminile, il "Pane" (che è poi la stessa ritualità che ad esempio officiava anche Dionisio). Lo stesso Gesù conferma questo nell'ultima cena: «Chi mangerà la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna...».
Pertanto questi Principi, quello lunare e quello solare, vale a dire maschile e femminile (lo Yin e lo Yang), unendosi creano la manifestazione del Figlio.
L'archetipo di tutti i Templi, ossia il Tempio di Salomone che infatti rispecchia il corpo umano... è improntato proprio su questa dualità: le due colonne una bianca ed una nera, il pavimento a scacchi dello stesso colore, ecc... Tutte simbologie delle due forze opposte e complementari: la Luna e il Sole e così via... Di fatto, l'uno non può fare a meno dell'altra, come la luce e l'ombra per produrre le più svariate forme. Il mistero magno della vita, che si perpetua ed evolve in eterno per mezzo delle più svariate diversità, è appunto l'uno maschile e il due femminile... che danno vita al tre.Ebbene, nel 22° capitolo della "Genesi" vi è non a caso la prefigurazione della "croce" del Golgota, mediante il significativo evento del ritrovamento provvidenziale dell' "ariete". Ecco che tutto si ricollega ancora alla "Tav" e al suo significato di "croce". Non solo, l'evento del Golgota, il monte in cui era la croce per la crocifissione di Yeshua il Nazareno, è l'evento del Cranio (leggi anche: Monte Calvario). Ora, l'Ariete, come segno astrologico, corrisponde nella fisiologia umana alla testa, al cranio (dove tra l'altro risiede la lettera "Shin" succitata..). Nella ritualità ebraica, sulla fronte del capo del sommo sacerdote viene disegnata appunto una Tav per significare che egli deve prendere su di sé la sofferenza di questo mondo, come anche Dio/Gesù l'ha presa su di sé. Il "Terzo Occhio", l'occhio della veggenza spirituale abbisogna dell'esperienza della "croce" (segno della Tav) capace di "aprire" la mente.

.Non dimentichiamoci che la realtà è una proiezione olografica che giace su ciò che oggi la fisica chiama il Campo di Punto Zero (ossia dal Pleroma, che è la sfera divina trascendentale dove prende vita il Divenire e le primigenie "coscienze eterne", fino all' 'eLoHiYM, che è la manifestazione divina che media lo spettro invisibile dell'Essere). Questo Campo purico non è altro che una riflessione della Coscienza Cosmica originaria come "consapevolezza di sé stessa" - la fisica quantistica oggi afferma che il Vuoto subquantistico, ossia la matrice alla fondamenta di ogni dimensione, è una struttura neurale, e questo tessuto connettivo ha avviato l'evoluzione nel momento in cui si è autoriflesso orientativamente su se stesso, creando un universo speculare... che poi è la nostra dimensione). Dunque la realtà è uno specchio olografico, è un'illusione (per i "sensi")... tutto in verità fa parte di un'unica Coscienza: ecco che quando l'iniziato ha l'illuminazione consapevole - esperenziale - della "vera" ed unica "realtà" (quella trascendente, all'opposto della vacuità nel mondo), l'ego si dissolve e tutto ritorna nell'esseità dell "Io Sono" divino, nella condizione originaria. Questo tipo di Resurrezione, l'Illuminazione che stiamo integrando, è il "suicidio assistito" di una personalità egoica che si riconosce come illusoria - è il sacrificio dell'Ego sulla Croce: il percorso misterico dove lo Spirito sacrifica il corpo conficcando ed esorcizzando con i "chiodi" ogni sua bassezza materica inconscia e non solo: si tratta del suicidio del proprio mero "ologramma di pensiero" (l'Ego)! Il mistero simbolico ed archetipico della Croce è uno 'stato di coscienza' portatore di una frequenza che unisce gli opposti più estremi, come la Vita e la Morte, le dimensione più dense e quelle più sottili della realtà... il "Centro" dove l'esoterismo mistico ci spiega essere radicate le credenze ed i condizionamenti (le illusioni della mente egoica). Per la precisione si sta parlando di uno "stato di coscienza cosmico" situato in un Centro a-locale: è il punto dell'entanglement assoluto, laddove la divina energia onnipervadente è al Punto Zero dell'Universo come di tutta la Creazione fino al Multiverso. È Tutto e Nulla, è il Punto Zero per tutti e per sempre! È l' "Io Sono Io Sono" del Nirvana. Quindi, il percorso iniziatico fatto lungo il risveglio della consapevolezza ha la funzione di farci entrare oltre il buio delle credenze inconsce per liberare spazio rispetto a ciò che ci fa agire secondo una Volontà trascendentale (comunque attivata dal profondo di noi stessi).

Pertanto, se siamo in grado di portare semplicità, umiltà e reverenza alle quattro dimensioni della vita umana alla fine arriviamo al punto d'incrocio centrale - infatti l'essere umano fu plasmato/creato dalla Divinità a partire dai 4 elementi naturali: Fuoco, Aria, Acqua, Terra... e nella loro sintesi si sublima la Vita eterna.
La Tradizione insegna che l'uomo dispone di quattro centri di forza: un centro mentale, un centro sentimentale/emozionale, uno sessuale creativo ed infine un centro fisico. In un certo senso il Vitruviano di Leonardo da Vinci è esattamente la rappresentazione dell'essere umano immerso nella geometria sacra della Croce! In quel carteggio l'uomo tocca il quadrato, dove il 4 è la numerologia terrestre, ed è un simbolismo che si apre all'invisibile, infatti nel disegno l'uomo è anche dentro al cerchio, ossia la sfera dell'infinito divino.
L'intento iniziatico è quello di vivere la nostra piena dimensionalità di esseri umani, riconducibile alla sintesi dei 4 campi purici nell'Albero Sephirotico della coscienza umana, ossia i 4 elementi della Tetrakis, vale a dire la conformazione dell'Essere secondo il "Tetragrammaton" (YHWH):
1) Corpo (il vivere - consapevolezza della "Materia": i sensi e le percezioni per sopravvivere nel mondo fisico);
2) Cuore (l'amare - consapevolezza della "Forza" che agisce in ogni cosa: pulsioni, emozioni, sentimenti);
3) Mente (il comprendere - consapevolezza della "Forma" che modella ogni "forza": ragione e linguaggio);
4) Spirito (l'esseità - consapevolezza della "Coscienza": il "Sé").
Nella sintesi di questa saggezza il Sole interiore s'illumina con integrità e grazia. Allora, come conduttore neutro dei livelli più alti, il nostro DNA corrisponderà in modo vibrazionale alla frequenza dell'espressione del Nuovo Uomo, a quel punto la realtà apparirà per ciò che è, perché tutto tornerà nell'ordine della Luce.

Nell' "Apocalisse di Giacomo" si dice che la crocifissione di Gesù è inflitta alla "figura" degli Arconti - ossia il modo con cui lo gnosticismo chiama ciò che noi potremmo accostare all'idea di demoni o angeli malvagi ("alieni" direbbero oggi alcuni...), che altro non sono che fulcri di energia quantistica non-coerente che, o si manifestano attraverso strutture quantico-neurali autosufficienti, coscienze multidimensionali, oppure si incarnano per risonanza simpatetica in certi esseri viventi/umani. Mentre gli "Eoni" o i "Figli della Luce" sono creazioni coscienziali più prossime al Centro divino, e dunque fulcri di energia coerente. Ebbene, è di fatto grazie alla cattura di un "Figlio della Luce" da parte delle potenze cosmiche, che i loro governanti e la loro stessa "immagine trascendente" vengono "trafitte" dall'evento numinoso della crocifissione (e dunque convertite e trasfigurate in Bene). Questa Tradizione dei poteri oscuri che consumano la "Luce" (come quando queste "forze" succhiano energia vitale finanche agli esseri umani) e che sono 'fissi' o legati come risultato, è un tema prominente in particolar modo nella tradizione manichea (si dice infatti che il "Drago" è stato crocifisso ai "Poli dell'Eclittica" da Yeshua il Chrestòs - infatti il Polo dell'Universo è l'asse centrale della Croce, dove tutte le energie convergono e si annullano nel "punto zero", dove l'energia trova la sua stabile coerenza). In uno dei testi manichei, per esempio, questo tema è espresso dai cinque figli del Re dell'Oscurità, che somigliano al Leviatano, e che sono avvelenati quando il Primo Uomo si concede a loro come cibo. La correlazione tra mostri o draghi sconfitti attraverso il "sacrificio" di un rappresentante divino si esprime in Giacomo con l'idea della "crocifissione di Yeshua" che ha, di fatto, crocifisso la "figura degli Arconti" - perché ha trafitto il corpo carnale distruggendo il potere materico dell'ingannevole "Ego" - e dunque la stessa 'figura' arcontica dei poteri Zodiacali. Queste entità naturali distruttive sono nate dalla carenza di "Saggezza" (nella perdita dell'Eone "Sophia" durante la caduta pleromatica, secondo la tradzione gnostica)... ed esse sono state "trafitte" attraverso il sacrificio di un "Figlio di Luce" che dimora al Centro del mondo e nella sfera più alta del regno cosmico.

Oltremodo, seguendo una chiave di lettura scientifica (vedi la fisica quantistica), l'essere umano viene prima ideato nel "campo del potenziale" dal Vuoto subquantistico neurale (e qui ci si riferisce a quando l' 'eLoHiYM creò l' 'aDaMaH, ossia l'Adam/Adam Kadmon, vedi il racconto biblico in "Genesi" della creazione dell'uomo da parte di Dio). Poi il "software" del Vuoto si immedesima convogliando la sua "consapevolezza" in quell' "idea" (quella dell'essere umanoappena ideato, nella sua "individualità"), e così si soggettizza in esso attraverso la percezione cristallizzata di un 'corpo fisico' tramite un'immagine olografica (di quella stessa coscienza -umana- nel mondo, che condivide tra l'altro lo stesso palco e la stessa messa in scena con gli altriattori di quella medesima proiezione olografica). Pertanto, questa proiezione soggettizzata passa per il Campo di Punto Zero "animandosi" in un corpo fisico (immerso nella nostra dimensione) per mezzo della mediazione di una sorta di "insieme eterico": Campi elettromagnetici e quantistici. Gli esoteristi e la Gnòsi parlavano di tutto ciò studiando la "fiamma della coscienza", ovvero il "Serpente di Fuoco": infatti il "fuoco cerebrospinale", le ghiandole endocrine, il sistema nervoso e il sangue corrispondono ad un 'aspetto eterico' (ossia quello spettro del Campo ElettroMagnetico Informato - l'anima dell'essere umano - già aderente al suo Spirito Superiore), ciò che le misterosofie consideravano una "luce eterica", l'energia che lega i figli al Padre.
Una cosa sembra certa, se andiamo a scavare a fondo nelle tradizioni esoteriche fino alla Tradizione Primordiale all'alba della civiltà umana, quando i primi saggi asceti cominciavano a sperimentare quello che poi sarebbe divenuto l'embrione della Gnòsi, passando per un'atavica tradizione indo-iranica fino a quella manichea e del mazdeismo, per giungere infine allo gnosticismo del cristianesimo/giudaismo preistorico, si scopre che uno dei riti più importanti dell'Iniziazione era proprio legato al "Serpente di Fuoco", ossia la "fiamma della coscienza" che corrispondeva alla parte eterica e divina rimasta ingabbiata nel corpo fisico. Allora, venivano praticati dei riti con cui l'iniziato stimolava alcune determinate ghiandole endocrine (vedi l'Epifasi o "Ghiandola Pineale") allo scopo di attivare il "fuoco cerebrospinale" e l' "energia Kundalini" per poi riassumere la melatonina che era stata espulsa tramite le urine. Oppure, attraverso riti tantrici come la "Ierogamia" si usava lo sperma come nutrimento per riaccendere la radiazione quantistica delle particelle di Luce divina rimaste intrappolate nelle tenebre del corpo fisico.
Pertanto, la "Resurrezione" avveniva in vita, attraverso il raggiungimento del 'risveglio della mente' e della 'pace interiore' (l'equilibrio psico-fisico raggiunto tra i 'quattro centri di forze' che governano l'essere umano), e con l'aiuto di riti in grado di riattivare la suddetta "fiamma della coscienza" grazie agli "elementi eterici" custoditi dal corpo umano: quel "Serpente di Fuoco" latente dentro l'essere umano in grado di dotarlo di poteri psionici volti alla trasmutazione finale del corpo fisico, per ascendere al Cielo attraverso un nuovo "corpo spirituale" multidimensionale.

Insomma, è evidente che il vero significato del rito della Croce non è quello riportatoci dalla Chiesa "santa, cattolica, apostolica, romana". La decadenza del Mito inizia con Paolo di Tarso e continua con i vangeli per inaugurare un piano strategico alternativo all'ormai fallimentare attesa messianica, fino alla geniale invenzione appunto della resurrezione con la spudorata riconversione di leggende precedenti e di ben più antiche tradizioni (senza contare che l'idea della resurrezione dai morti servì anche per accattivarsi il popolo a quel punto rinfrancato dalla possibilità di rivedere i propri cari dopo il decesso). Nelle diverse correnti gnostiche troviamo raccontati differenti modi con cui Yeshua ha lasciato credere di essere stato vinto dalle forze "avversarie" e infine crocefisso, e si legge chiaramente che il "Chrestòs" non è mai morto in croce... mai nel modo che ci hanno fatto credere. I documenti di Nag Hammadi, vedi ad esempio il "Vangelo di Filippo" o l' "Apocalisse di Pietro", criticano duramente la credenza della morte di Yeshua e della resurrezione. S. Pietro addirittura metteva al bando e ridicolizzava i paolini che credevano e veneravano «un uomo morto», mentre Filippo rovescia il concetto stesso di resurrezione. In sostanza, secondo la Gnòsi la "crocifissione" nel rito della Croce è la crocifissione dell'anima al corpo biologico, è l'annichilimento dell'Ego in favore del Sé superiore tramite l'acquisizioni di poteri psionici, attraverso una connessione astrale di natura elettromagnetica. Per capire, si tratta dello Spirito che discende e trasforma l'Anima... quando l'energia cosmica divina rivifica il latente stadio energetico elettrodinamico dell'Iniziato.In un certo senso Yeshua mise in scena una sorta di "defixione" vivente per scongiurare e ripulirsi dalle energie non-coerenti, dalle forze negative incarnate dagli Arconti. La Defixione era una pratica molto usata all'epoca dai Romani, ed era un rituale con cui si conficcavano dei chiodi su delle tavolette all'altezza di un Nome o di una parte del corpo di chi si voleva maledire. La tavoletta inchiodata serviva per lanciare un anatema alla vittima della maledizione, e fu il simbolismo con cui Yeshua trafisse le forze negative che aveva nel corpo fisico per trasformarlo invece nel "carro-corpo" di luce ("Merkavah"). Il Chrestòs sulla Croce abbiamo detto essere un simbolismo misterico sul rapporto dell'essere umano con i suoi quattro centri di forza (mentale, emozionale, sessuale/creativo, fisico), infatti, le mani e i piedi, rappresentanti il centro fisico, sono non a caso inchiodati! Dunque l'aspetto fisico viene trafitto sulla croce per trasfigurare la materialità. Inoltre il centro del pensiero viene, ancora una volta non a caso, circoscritto dalla corona di spine, in modo che la mente possa essere ritrasformata dall'energia Kundalini in puro spirito. Con la "Crocifissione" il corpo fisico viene sacrificato a favore del "Corpo di Luce". Il mistero simbolico ed archetipico della Croce è uno 'stato di coscienza' generato da una vibrazione che unisce tutti gli opposti, dalla Vita alla Morte: è il "Centro" che trascende ogni credenze o condizionamento (le illusioni della mente egoica). Quindi, il percorso iniziatico fatto lungo il risveglio della consapevolezza ha la funzione di liberarci dalle limitazioni materiali della vita e dai vincoli psichici per abbandonarsi al flusso della Vita autentica, quella guidata dalla Volontà trascendentale del Divenire divino (comunque attivata dal profondo di noi stessi).

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CONSAPEVOLEZZA DEL RITO PASQUALE

Abbiamo visto che il senso della ritualità pasquale è quello di riconoscere i due Sacri Principi per poter risorgere a nuova vita... in tutt'uno con l'Esseità cosmica. L'unione delle due polarità del "nuovo uomo" contraddistingue l'era dell'androgino: equilibrio perfetto (come i due piatti della bilancia) che permetterà alla creatura di trasformarsi in creatore.
Un'analogia significativa si trova nella lama numero 10 dei Tarocchi: la "Ruota della Fortuna". Il numero 10 non è altro che l'unione dell' 1 maschile con lo 0 femminile, e nell'alfabeto ebraico la lettera-numero che lo rappresenta è la "YOD", o anche "Iod" = fuoco. Se anagrammiamo IOD, si trasforma in DIO!
Ebbene, l'Androgino è Dio! Il maschio e la femmina, come due Principi opposti che si uniscono, formano un'Unità che si perpetua in eterno creando sempre nuove realtà, nuovi mondi, dimensioni e, soprattutto, Luce e Suono... energia, vibrazioni e frequenze... leggi di natura..
Pertanto, secondo lo stesso Cristianesimo primitivo, il sacerdote doveva consacrare il Pane, che simboleggiava l'elemento femminile lunare dell'uomo, mentre la sacerdotessa doveva consacrare il Vino, ossia l'elemento solare maschile della donna (non a caso alle origini dell'ebraismo, quando ancora quella religione era figlia diretta dei Miti ebraici, nel Sacro Tempio risiedeva il dio Yahwè e la dea Asherà che si univano nella "Ierogamia"). Così questi due Principi uniti manifesteranno il Cristo, ossia, il Figlio. Così è scritto: «Questo è il Pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia....».
Invece, per come è strutturata l'Eucarestia oggi, nella nostra religione, essa è incompleta. Sappiamo che Gesù nell'ultima cena disse: «Mangiate la mia carne e bevete il mio sangue, così avrete la Vita Eterna!». Bene... bisogna mangiare la sua carne e il suo sangue, il problema è però che ad un cristiano, in promessa della Vita Eterna, gli viene dato dal prete soltanto l'ostia che simboleggia la carne, mentre lui si che si ciuccia entrambi i Principi, il Pane ed il Vino! In questo modo, loro, i "pastori", potranno attuare la Coscienza Cristica nella propria interiorità (ne dubito...), mentre il "gregge di pecore" rimarrà tale in eterno. Ed è proprio quello che per duemila anni abbiamo subito. Oltretutto il "pane", il "sangue"... sembrerebbero essere simbologie di ben altre "sostanze", che secondo la Tradizione Primordiale della Gnòsi hanno a che fare sia con energie coscienziali, sia con sostanze endocrine come la melatonina ad esempio, utile all'iniziato per attivare quel processo che, attraverso il risveglio dell'energia Kundalini, poteva trasmutare il corpo fisico in un nuovo corpo spirituale! Vedi l' "aspetto eterico" del corpo umano studiato dalla Tradizione Primordiale attraverso la cosiddetta "fiamma della coscienza", ovvero il succitato "Serpente di Fuoco": l'energia latente ("Luz") che dalla base della colonna vertebrale sale fin nellaCoscienza dell'iniziato, trasfigurandolo.
Insomma, partecipare alla "mensa sacra" oggi non produce alcun effetto spirituale su noi stessi: il "cibo sacro" è incompleto, mancando il Principio solare che fa da "detonatore", l'ostia lunare invece di "risvegliarci" ci fa piuttosto "dormire" più profondamente di quanto non abbiamo fatto nel corso della nostra vita. D'altronde il progresso civile ha portato le culture di ogni società, e dunque anche la classe sacerdotale, a favorire inconsciamente un percorso che ha finito per pregiudicare la consapevolezza dell'uomo di essere egli stesso "sostanza" della divinità, cosa che ha spinto gli uomini ad affidarsi alla sola mediazione sacerdotale per sperare di raggiungere l'agognata Salvezza eterna.
Nel Cristianesimo primitivo non a caso si celebrava invece l' "Agape", nel modo in cui Gesù insegnò proprio nell'ultima cena. L'Agape (dal greco "Amore") consisteva in un pranzo rituale dove i fedeli scambiavano fra loro il Pane ed il Vino, le uova sode, le olive, ecc... e tutti i partecipanti ufficiavano come sacerdoti e sacerdotesse. Tutti mangiavano in assoluto silenzio ascoltando brani dei testi sacri, ognuno si trovava immerso in quelle frequenze che riproducevano le vibrazioni cosmiche della Coscienza Cristica, e il rito era diretto da un decano come "primus inter pares" (primo tra i pari).

Alla luce di tutto ciò, e per tornare al vero senso simbolico di questa ritualità, in questo periodo dell'anno, le antiche tradizioni ci insegnano che dobbiamo cambiare polarità: dobbiamo passare dal polo positivo-maschile-attivo che fornisce l'energia necessaria per far schiudere il seme deposto in noi nel Solstizio Invernale, al polo negativo-femminile-passivo per poter ricevere e prendere appieno l'energia risanatrice del Sole che in questo periodo dell'anno sta volgendo al suo culmine. Una vera e propria resurrezione del corpo e dello Spirito!

Ecco perché è proprio in questo periodo che a volte ci sentiamo più stanchi, meno vitali e tutti i nostri "acciacchi" decidono di farsi sentire con maggior vigore! Il focus va messo proprio sull'evolversi di questo ciclo che era iniziato con il Natale: se il seme non viene custodito con rispetto ed amore, non potrà ricevere appieno le energie di rinnovamento dell'Equinozio di Primavera.

La Pasqua è dunque un momento in cui l'energia vitale, dopo essere stata tenuta prigioniera per tutto l'inverno nell'oscurità della "materia", risorge e passa ad una nuova vita. È la Natura che risorge: è la primavera dell'Essere che si evolve per un nuovo ciclo: sono le tante subpersonalità dell'Io (egoico e materico) che devono rinascere in un unico reintegrato nello Spirito/Volontà divina. Per questo motivo il significato della Pasqua simboleggia l'atto di "seminare nel modo giusto", cioè lavorare consapevolmente su noi stessi ed essere pronti così a lasciar andare via il passato, morire ad esso, per risorgere ad una nuova vita piena di nuove qualità!

Perciò quest'anno, mentre donate un uovo ai vostri cari, fatelo per augurare a quella persona di rinascere a vita nuova... così come da un uovo nasce una nuova esistenza... affinché la vita segui sempre la sua natura.


LadyDeath75