Il mistero di Ninfa, la bimba mummificata

07.10.2018

Mistero ai Rotoli, in un un vecchio baule ritrovata una mummia bambina
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Una coroncina di rose a cingerle il capo, un abito prezioso sigillo di un passato su cui al momento è possibile solo fare ipotesi, lo stralcio di un biglietto scritto a penna che reca il nome di San Prospero e una data, 25 settembre 1977. E poi c'è lei, la protagonista di una storia di cui nessuno fino a pochi giorni fa si era curato. Ninfa, la mummia bambina, scoperta per caso in quel piccolo e antico baule in legno, abbandonato per quasi vent'anni nel magazzino ricavato dalla Sala Bonanno, al cimitero di Santa Maria dei Rotoli.

A lei, il direttore del camposanto di via Papa Sergio, scopritore suo malgrado del corpicino durante una verifica dell'impianto elettrico, ha voluto dare il nome di una delle quattro sante patrone di Palermo. Ci sono tutti gli indizi dei migliori gialli di Agatha Christie. Lo scenario, però, non è quello di un romanzo criminale d'oltralpe ma il sepolcreto tra le pendici di Monte Pellegrino e il mare di Vergine Maria.

Un alone di mistero avvolge la storia della piccola, arrivata chissà da dove e finita appena varcata la soglia del luogo del riposo eterno. Portata lì nel 1999 dall'ex parroco del cimitero, padre Calafiore e mai registrata. Da adesso, la piccola Ninfa, finalmente svelata al mondo, aspetta che occhi esperti facciano luce sulla sua storia, certamente più lunga e intricata dei pochi anni che la vita le ha concesso. 

"Non è una mummia, come si credeva. Ma questo è l'unico mistero finora svelato sulla piccola trovata in un baule durante una verifica all'impianto elettrico in un deposito del cimitero dei Rotoli. Una settimana fa la scoperta, oggi un esame dei resti da parte dell'antropologo fisico Dario Piombino-Mascali, studioso di mummie e ispettore della Sovrintendenza ai Beni culturali. L'ispezione ha consentito di accertare che il corpo della bambina non è stato sottoposto a processi di mummificazione. Lo scheletro è stato rivestito con un abito prezioso e imbracato in una armatura di fil di ferro appositamente allestita per dare volume allo scheletro. Il capo, che presenta tracce di una fasciatura, è ornato da una coroncina di rose. Da qui l'attribuzione del sesso femminile. La scoperta più sorprendente è venuta dall'ispezione del baule. Sono venuti fuori frammenti di ossa, alcune di persone adulte, e un biglietto con la scritta "San Prospero". E una data: 25 settembre 1977. Questa è l'unica traccia sulla storia della piccola che viene così riportata a 40 anni fa (potrebbe essere l'epoca della morte)." 
"Le condizioni del corpo e la cura di conservazione fanno pensare che la piccola, a cui è stato dato il nome di Ninfa come quello di una delle antiche patrone di Palermo, sia stata esposta da qualche parte. Come sia finita al cimitero dei Rotoli è un giallo. Nessuno degli addetti era informato della sua presenza. L'unico eventuale testimone dell'arrivo del baule è don Giuseppe Calafiore, parroco del cimitero, che però è morto sette anni fa. L'ispettore Dario Piombino-Mascali, curatore delle mummie dei cappuccini di Palermo, esclude che il corpo sia stato mummificato. "Ci sono varie tracce - dice - di interventi. Ma non sono chiare le ragioni del trattamento". E soprattutto non trova spiegazione il fatto che l'ingresso del baule non sia stato annotato nei registri del cimitero. Sui risultati dell'ispezione Piombino-Mascali farà una relazione alla Sovrintendenza."

LadyDeath75